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FAQ CER

Domande Frequenti

Consulta le risposte ai dubbi più comuni per capire meglio come funzionano le CER, chi può partecipare, quali sono i vantaggi e come iniziare.
Se hai bisogno di maggiori informazioni, il nostro team è a disposizione.

Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)?

Le CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) rappresentano un nuovo modello di produzione e condivisione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biomasse), promosso a livello europeo e recepito in Italia attraverso una normativa dedicata.

📘Consulta il quadro normativo nazionale (Delibera ARERA 727/2022)

All’interno di una CER, cittadini, imprese, enti pubblici, associazioni e soggetti del terzo settore possono aderire volontariamente a un soggetto giuridico autonomo (come un’associazione, cooperativa o fondazione non a scopo di lucro).

Insieme si impegnano a produrre, autoconsumare e gestire energia rinnovabile condivisa.

Il principio base è quello dell’autoconsumo virtuale: in ogni ora si calcola il minimo tra l’energia immessa dagli impianti e quella prelevata dai membri, generando così un incentivo economico.

Questi incentivi sono garantiti per 20 anni e offrono un concreto ritorno economico, ambientale e sociale.

Vantaggi principali:

  • Riduzione dell’impatto ambientale
  • Risparmio sui costi energetici
  • Rientro più rapido dell’investimento in impianti rinnovabili

Possono aderire alla CER diverse tipologie di soggetti, pubblici e privati, accomunati dall’obiettivo di produrre e consumare energia rinnovabile in modo condiviso e sostenibile:

  • Enti Pubblici e Comuni
    Comuni ed enti di territorio che abbiano la necessità di abbattere i costi energetici.
  • Cittadini e Piccole Medie Imprese
    che intendono ottenere un risparmio, derivante dall’autoconsumo virtuale di energia rinnovabile prodotta dalla Comunità Energetica (PMI con codice Ateco diverso da 35.11 e 35.14)
  • Produttori Domestici e Commerciali
    Produttori (privati e PMI) che, oltre ad ottenere il risparmio grazie all’auto consumo diretto, vogliano contribuire al costo dell’unità fotovoltaica da installare sul proprio tetto/lastrico per godere di una remunerazione certa del capitale investito.
  • Investitori Pubblici o Privati
    Aziende di territorio collegate alla CER che intendono investire nel progetto per ottenere una remunerazione certa del capitale e ridurre il proprio impatto ambientale.

Le CER nascono per generare benefici concreti su tre livelli fondamentali:

  • Ambientale

    Promuovono la produzione e il consumo di energia da fonti rinnovabili, riducendo le emissioni di CO₂ e l’impatto ambientale.

  • Economico

    Consentono di abbattere i costi in bolletta grazie all’autoconsumo individuale e agli incentivi sull’energia condivisa.

  • Sociale

    Favoriscono la riduzione della povertà energetica e stimolano la crescita locale, redistribuendo i ricavi tra i membri della comunità.

All’interno di una CER operano diverse figure fondamentali, ognuna con un ruolo specifico:

  • Promotore

    È il soggetto che avvia l’iniziativa e coordina le attività necessarie alla costituzione della CER.

  • Membri

    Sono cittadini, imprese o enti che partecipano alla comunità con i propri consumi o con la produzione di energia da fonti rinnovabili.

  • Produttore

    È responsabile dell’impianto di produzione (o degli impianti) e può mettere a disposizione l’energia anche tramite contratti di servizio o noleggio.

  • Gestore / Referente GSE

    Si occupa della gestione tecnica e amministrativa: aggrega i dati di produzione e consumo, gestisce i rapporti con il GSE e coordina eventuali interventi di supporto tecnico.

Il primo passo è identificare le aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili e i soggetti (utenti, enti, aziende, cittadini) interessati a condividere l’energia prodotta.

Successivamente, è necessario costituire legalmente la CER come soggetto giuridico autonomo. Le forme possibili includono:

– associazione

– cooperativa o cooperativa benefit

– ente del terzo settore

– consorzio

– altra organizzazione senza scopo di lucro

La CER deve essere formalizzata tramite atto costitutivo e statuto, in linea con i suoi obiettivi sociali, energetici e ambientali.

L’adesione di un nuovo membro – consumatore o produttore – può avvenire sia al momento della costituzione sia successivamente, secondo quanto previsto dallo statuto.

Puoi consultare la mappa del GSE pubblicata online a questo link:

 

📍Visualizza la mappa ufficiale sul sito del GSE

 

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Un impianto si considera “detenuto” da una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) quando questa ne ha la piena disponibilità, anche senza esserne proprietaria. È il caso, ad esempio, di impianti concessi in usufrutto, comodato d’uso o gestiti attraverso accordi contrattuali specifici.

L’importante è che tali modalità di detenzione non ostacolino il raggiungimento degli obiettivi della comunità, come la produzione, condivisione e gestione dell’energia rinnovabile tra i membri.

È una persona fisica o giuridica che produce energia elettrica, indipendentemente dalla proprietà dell’impianto. Il produttore è l’intestatario dell’officina elettrica di produzione (ove previsto dalla normativa vigente) e delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto stesso.

Il Ritiro Dedicato (RID) è una modalità semplificata offerta dal GSE ai produttori di energia elettrica per la vendita dell’energia immessa in rete, in alternativa alla contrattazione diretta sul mercato libero.

In questo schema, il GSE agisce come acquirente e intermediario, garantendo procedure semplificate e, in alcuni casi, una redditività più stabile grazie all’applicazione di prezzi minimi garantiti.

Il prezzo riconosciuto per l’energia ritirata è definito dall’ARERA e corrisponde al prezzo zonale orario, ossia il prezzo che si forma sul mercato elettrico in funzione della zona e dell’ora di immissione.

L’energia elettrica condivisa per l’autoconsumo virtuale è definita, per ciascuna ora, come il valore minimo tra:

  • la somma dell’energia elettrica effettivamente immessa in rete dagli impianti della CER;

  • la somma dell’energia elettrica prelevata dai membri della comunità attraverso i rispettivi punti di connessione.

Questo valore rappresenta l’energia effettivamente “condivisa” e valorizzata ai fini dell’incentivo economico.

Tutti i partecipanti a una CER – siano essi consumatori finali o autoconsumatori (cioè consumatori dotati di impianti a fonte rinnovabile) – mantengono pienamente i diritti di clienti finali.

Questo include la libertà di scegliere il proprio fornitore di energia elettrica e la possibilità di uscire dalla comunità in qualsiasi momento, nel rispetto delle modalità indicate nello statuto della CER.

Gli stessi diritti sono riconosciuti anche ai produttori di energia da fonti rinnovabili, i quali possono entrare o uscire liberamente dalla CER secondo quanto stabilito dai documenti statutari.

Le CER possono beneficiare di incentivi economici statali su due livelli:

  • Tariffa incentivante GSE: sull’energia prodotta da fonti rinnovabili (FER) e autoconsumata virtualmente dai membri della CER. La tariffa è riconosciuta dal GSE per un periodo di 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto.

  • Corrispettivo ARERA: definito dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, pari a circa 8 €/MWh per l’energia autoconsumata virtualmente.

L’energia elettrica rinnovabile non autoconsumata rimane nella disponibilità del produttore ed è valorizzata a condizioni di mercato. È possibile richiedere al GSE l’accesso alle condizioni economiche del ritiro dedicato.

Infine, per le CER i cui impianti sono ubicati in Comuni con meno di 5.000 abitanti, è previsto un contributo a fondo perduto pari al 40% del costo dell’investimento, finanziato con le risorse del PNRR.

Per ottenere la tariffa incentivante e il contributo ARERA, è necessario accedere al Portale informatico del GSE previa registrazione.

La richiesta deve essere effettuata direttamente online attraverso l’Area Clienti GSE, seguendo le istruzioni indicate per le configurazioni di autoconsumo collettivo o Comunità Energetiche Rinnovabili.

Sì, la tariffa incentivante è cumulabile con il contributo PNRR o con altri contributi in conto capitale, fino a un massimo del 40% dell’investimento. In questo caso, la tariffa incentivante subisce una decurtazione lineare del 50%.

Se invece il produttore riceve un contributo superiore al 40% del costo dell’investimento (calcolato secondo i massimali previsti), non potrà accedere alla tariffa incentivante per l’energia prodotta da quell’impianto.

Sì, è possibile installare sistemi di accumulo all’interno delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

L’energia accumulata, se poi condivisa tra i membri della CER, viene considerata come energia condivisa e quindi rientra nei meccanismi di incentivazione previsti dal GSE.

Sì, all’interno di una Comunità Energetica Rinnovabile possono essere installate anche infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.

L’energia utilizzata per la ricarica viene considerata dal GSE ai fini del calcolo dell’energia condivisa e può quindi beneficiare degli incentivi previsti.